Amianto: le tipologie, i rischi per la salute e le tecniche per la bonifica

Le tipologie

Amianto fibroso. L’amianto di tipo fibroso è il più pericoloso che ci sia poiché libera delle fibre che hanno carattere cancerogeno: esse sono volatili e vengono inalate, restando bloccate nei polmoni dove possono far insorgere delle patologie molto gravi.

Amianto compatto. L’amianto compatto ha le fibre racchiuse in una matrice cementizia. Si tratta di un amianto meno pericolo, a patto che la sua tenuta sia buon. Se il materiale è in cattive condizioni, il rischio persiste. Un esempio di amianto compatto è l’eternit, usato largamente fino agli anni 90 per realizzare coperture dei tetti nonché tubature e cisterne per l’acqua.

I rischi per la salute

Carcinoma polmonare. Si tratta di un tumore maligno a danno dei polmoni che può sorgere anche per esposizioni minime al materiale. Anche dopo 15 anni dall’esposizione, si può assistere alla crescita del carcinoma. Maggiore è l’esposizione, maggior e diventa il rischio di determinare questa patologia. Un’altra causa del carcinoma è il fumo perciò ne sono spesso affetti i fumatori, anche i meno incalliti.

Asbestosi. Questa patologia è una sorta di fibrosi a carico dei polmoni che provoca un inspessimento del tessuto polmonare che impedisce una corretta ossigenazione del sangue. Si tratta di una patologia irreversibile, perciò terminale. Si è visto che l’asbestosi insorge nei soggetti che hanno avuto un’esposizione alta all’amianto per un periodo di 10 – 15 anni: ne sono spesso soggetti i lavoratori che hanno prodotto questo materiale. Dato che l’eternit e altri manufatti contenenti amianto soso stati vietati dal 1992, si spera di registrare sempre meno casi.

Mesotelioma. Il mesotelioma è un tipo di tumore che colpisce la pleura, cioè la membrana che funge da rivestimento dei polmoni. Anche dopo che una esposizione a basse dosi di amianto è terminata da 40 anni, si può contrarre questa patologia. Per fortuna è un tumore piuttosto raro che è collegato direttamente alla vicinanza con il materiale pericoloso che va rimosso correttamente.

Le tecniche di intervento

Confino. Una delle tecniche usate dalla ditta di smaltimento eternit a Brescia è il confino che si usa nel momento in cui l’area da trattare è molto estesa. Si usa soprattutto quando si trova dell’eternit o materiale simile nei tetti e nei cappotti per isolare la casa. Vengono perciò realizzati dei controsoffitti e contro pareti per minimizzare l’esposizione. Segue una fase di monitoraggio per verificare la tenuta nel tempo.

Incapsulamento. Una soluzione per trattare il materiale che rilascia fibre cancerogene è l’incapsulamento con il quale la ditta di smaltimento eternit a Brescia spruzza dei prodotti in gel o schiuma che formano una membrana protettiva. In tale maniera, si viene a creare una pellicola protettiva che blocca la fuoriuscita dal materiale deteriorato.

Rimozione. La tecnica della rimozione vuole che il materiale pericoloso venga tolto dal luogo dove si trova e portato presso centri autorizzati al suo trattamento. È la soluzione definitiva che azzera il rischio e non richiede nessun tipo di monitoraggio, dato che il pericolo è stato rimosso del tutto.

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